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Michael Weston King – Nothing Can Hurt Me Anymore

18 maggio 2026 by Silvano Brambilla in Dischi, Recensioni

Michael Weston King – Nothing Can Hurt Me Anymore
Continental Song City - CRS
www.continental.nl
https://michaelwestonking.com/

Michael Weston King, chitarrista, cantante e versatile musicista inglese, e sua moglie Lou Dalgleish, cantante, sono anche un duo con il nome, My Darling Clementine. Due anni fa mentre stavano lavorando ad un nuovo disco, furono toccati da una tragedia, persero la amata nipotina di sei anni, Bebe, nella strage in una scuola di danza a Southport dove un giovane folle ha accoltellato delle bambine, tre delle quali purtroppo sono morte all’istante e altre dieci persone, di cui otto, sempre bambine, sono rimaste ferite, alcune in modo grave.  La sofferenza fu tale che non riuscirono a continuare con il disco, ma in qualche modo dovevano elaborare il dramma. Dinanzi agli inevitabili episodi che la vita ci consegna, sono molteplici i modi di reagire. Nel loro caso si sono affidati alla propria creatività, lavorando a dischi solisti. MWK non aveva intenzione di farlo a suo nome, ma come ha dichiarato: spero di essere ora esausto creativamente sull’argomento, ma penso che influenzerà la mia scrittura per sempre, proprio come in effetti la perdita di Bebe. Il musicista inglese ha una cospicua storia musicale alle spalle, chitarrista in varie band vicine alla scena post punk a cavallo degli anni 70/80, ha successivamente spostato l’interesse verso sonorità più morbide come il country rock nella band, Gary Hall and The Stormkeepers, fino formare la sua prima band, The Good Sons, prendendo il titolo di un disco di Nick Cave, The Good Son, divulgando un country alternativo che voleva diversificarsi dalla musica country-rock-pop più mainstream. Terminata anche quell’esperienza comunitaria agli inizi di questo secolo inizia una fase solista con concerti fra Europa e Stati Uniti, e dischi, uno dei quali era di duetti country con la cantante Lou Dalgleish sotto il nome di My Darling Clementine. MWK ha voluto pubblicare il disco, lo scorso 4 Aprile, proprio il giorno del compleanno della nipotina Bebe, e come è ipotizzabile, gran parte delle tematiche riguardano la tragica perdita, ad iniziare dal pezzo in apertura, The Golden Hour, una ballata elettroacustica dove si possono già cogliere le sue calde tonalità, che sanno essere ulteriormente espressive nelle meditative, title track, e nella delicata, A Field of Our Own. Molto bella è un’altra ballata con voci di accompagnamento e fiati, Grow Old With Me (invecchiare con me), una riflessione agrodolce dedicata a sua moglie, mentre con, La Bamba In The Rain, MWK esprime un suo punto di vista circa la situazione socio politica dell’Inghilterra. Il disco si chiude con, Sally Sparkles, era il soprannome che Bebe aveva quando si esibiva sull’altalena nel giardino di casa, Michael Weston King l’ha composta come una ninna nanna in suo ricordo. Nothing Can Hurt Me Anymore, ottimamente suonato anche da un ampio combo di musicisti, è un disco che emana atmosfere emotive, spesso dolorose, ma non prive di consapevolezza e trasparenza.

Brambilla

 

Tracce

 

The Golden Hour

Nothing Can Hurt Me Anymore

Die Of Shame

A Field Of Our Own

Grow Old With Me

Just A Girl In The Summertime

La Bamba In The Rain

When I Grow Old

A Mother’s Pride

Into The West

Sally Sparkles

 

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