Produzione Indipendente
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Nelle foto di copertina dei suoi, fin qui, quattro dischi, Donna Herula è sempre con una chitarra in mano, acustica o elettrica. Con le chitarre continua a creare un tutt’uno con il canto, per esprimere al meglio una dialettica stilistica che ha le fondamenta nel blues della tradizione per poi edificarsi in una attraente risorsa elettroacustica dove anche il Chicago blues è parte integrante, anche perché ce l’ha addosso come un abito su misura, essendo nata in quella città. Non è casuale che il secondo cd, lo ha intitolato, The Moon Is Rising: Songs Of Robert Nighthawk, reinterpretando alcuni blues di uno dei più grandi bluesmen della scena di Chicago ma non solo. Scena che ha inserito Donna Herula nella Chicago Blues Of Fame, un riconoscimento importante che va ad aggiungersi ad altri per l’applaudito terzo disco, Bang At The Door, nominato miglior disco di blues acustico agli Independent Music Awards del 2022, ha raggiunto il primo posto nella classifica dei dischi di blues acustico, e Donna Herula è stata anche premiata come miglior Artista blues tradizionale. Del suddetto disco ne parlammo anche noi in termini positivi. Continuiamo dunque a trovarci di fronte ad una artista che conferma il suo alto profilo, potente di una espressività vocale che esprime senza giri di parole anche situazioni personali, e talentuosa nel suonare con disinvoltura le chitarre, con o senza la tecnica slide. Poi c’è l’affinità con l’ampio organico di musicisti che l’hanno ottimamente accompagnata, dal suo trio, Tony Wittrock chitarre, Mark Edelstein contrabbasso e basso, Kenny “Beedy Eyes” Smith batteria (figlio del leggendario batterista di Muddy Waters, Willie “Big Eyes” Smith), agli ospiti. Il disco è composto da otto pezzi autografi e due cover. Nella prima, Cypress Grove Blues (Skip James), una bella rilettura, si respira tutta quella atmosfera pregnante del blues del sud, mentre nella seconda, Dust My Broom (Elmore James) c’è tutto il più schietto Chicago blues con lo slide trascinante di Donna Herula, slide da subito fatto scivolare sulle corde per accompagnarci dentro il disco con uno strumentale, On My Way Home, con quel sapore southern. Donna non è da apostrofare come una blueswoman nel senso stretto del termine, perché sa argomentare altri contesti con lo stesso carattere vocale/strumentale. Notevole è la passione con cui anima le ballate, con una impronta country, Honey Darlin’ Baby Please, con una impronta soul con fiati, What You Gonna Do? Con una delicata impronta folk, Wish I Could See You Again, e tornare al blues con, Things Can Change. Abbiamo ritrovato Donna Herula, dopo cinque anni dal suo precedente disco, più autorevole e piena di sentimento.
Silvano Brambilla
Tracce
On My Way Home
Cold Feet
Honey Darlin’ Baby Please
Cypress Grove Blues
Backseat Driver
What You Gonna Do?
Wish I Could See You Again
Things Can Change
Float To Heaven
Dust My Broom
Tagged blues, Chicago, Donna Herula