il popolodelblues

Recensioni

Patrizia Cirulli – Fantasia, le poesie di Eduardo in musica

25 novembre 2022 by pdb in Dischi, Recensioni

 

 

 

 

 

 

 

 

Squilibri Editore
www.squilibri.it/catalogo/crinali/patrizia-cirulli-fantasia-le-poesie-di-eduardo-in-musica.html
www.facebook.com/profile.php?id=100063445844357

Da sempre ci si chiede se musica e poesia sono strettamente legate, specialmente quando si parla di musica d’autore e ogni tanto qualcuno ci prova ad unire le due cose. Per esempio la  cantautrice milanese Patrizia Cirulli  già con il precedente lavoro “Mille baci” (uscito nel 2016) aveva musicato Lorca, Merini, Baudelaire, Trilussa, Wilde, Saba, Catullo, Quasimodo con  ottimi risultati. Squilibri editore ha deciso di pubblicare il suo nuovo lavoro intitolato “Fantasia” dove ha messo in musica dieci  poesie del grande Eduardo De Filippo. Il disco con il  libretto di 28 pagine arricchito dai dipinti di Beppe Stasi e dalla bella introduzione di Pasquale Scialò vanta la produzione della stessa Cirulli, la direzione musicale di Marcello Peghin ( che suona vari tipi di chitarre e la viola), la consulenza artistica e supervisione di Mimmo Paganelli e la consulenza musicale di Francesco Paracchini. In apertura troviamo “Si t’ ‘o ssapesse dicere” con gli arpeggi di chitarra classica che si intrecciano alle percussioni e agli archi che con i loro pizzicati tratteggiano la seguente “L’ammore ched’è?” dove la Cirulli duetta con la voce di Dario Sansone. Mandola e mandoloncello caratterizzano “Relogio cumpiacente”, invece gli archi e la chitarra classica avvolgono  “Io vulesse trovà pace” arricchita dall’inconfondibile voce passionale di Fausta Vetere. I ritmi più sostenuti di “Penziere mieje” lasciano spazio alla cullante e sinfonica “Quanno parlo cu te”. Un bel connubio di corde ed archi colora ” ‘E mmargarite” per sfociare nei fraseggi di chitarra classica che con le percussioni creano un’atmosfera portoghese nella sofferta “È notte”. Con ” A…B…C…D…” si ritorna al tappeto degli archi che ci accompagnano all’intenso finale con “E allora bevo”. Un disco di rara bellezza, dove  le poesie sono diventate solide canzoni che si possono affiancare tranquillamente ai grandi classici partenopei. Patrizia Cirulli con la sua voce calda, struggente, teatrale sottolinea minuziosamente ogni singola parola e gli arrangiamenti sono raffinati e suggestivi. Un lavoro caldamente consigliato che ci conferma l’enorme talento della cantautrice, che in questo caso diventa interprete di un mondo apparentemente lontano, però ancora capace di emozionarci.

 

Marco Sonaglia

 

Tracce

 

Si t’ ‘o ssapesse dicere

L’ammore ched’è? (feat. Dario Sansone)

Relogio cumpiacente. ‘Fantasia’

Io vulesse truvà pace (feat. Fausta Vetere)

Penziere mieje

Quanno parlo cu te

‘E mmargarite

È notte

A…B…C…D…

E allora bevo…

 

 

Tagged ,

Related Posts