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Gang – Fra Silenzi e Spari

24 marzo 2024 by Stefano Tognoni in Dischi, Recensioni

Rumble Beat Records
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Il percorso artistico della Gang dei fratelli Marino e Sandro Severini è sempre stato vissuto senza compromessi, con arcigna e indomita coerenza e militanza. Scelta che se li ha resi invisi ad una certa discografia ed ai canali di comunicazione più mainstream gli ha permesso di conquistare un cospicuo zoccolo duro di fans che li premia seguendoli nei loro numerosi concerti ed acquistando, spesso in anticipo tramite crowdfunding, le loro uscite discografiche. Per ammissione dei fratelli Severini, la loro nuova missione, è quella di riappropriarsi delle canzoni contenute negli album pubblicati tra il 1991 ed il 2000 per una nota casa discografica che, da allora, non le ripubblica. E non album qualunque, ma vere chicche come Le Radici e le Ali (1991), Storie d’Italia (1993) Fuori dal Controllo (1997) e Controverso (2000). In che modo è possibile “liberare” le canzoni contenute in questi album? Semplicemente ripubblicandole ex novo con nuovi arrangiamenti. Il recentissimo Fra Silenzi e Spari, la cui pubblicazione è stata resa possibile dall’ennesimo strepitoso crowdfunding, contiene le prime dodici tracce “liberate”. Anche questa volta, come accade da alcuni anni, Marino (voce e chitarra acustica 12 corde) e Sandro Severini (chitarra elettrica) sono affiancati da Jono Manson (produttore, chitarre elettriche, acustiche, piano elettrico Wurlitzer, cori) e da altri validissimi musicisti del suo entourage, nello specifico Mark Clark (batteria, percussioni), Steve Lindsay (basso elettrico) e Jason Crosby (pianoforte, organo Hammond, violino, clavinet, organo Farfisa). In alcune tracce, in veste di ospiti, compaiono Char Rotschild (fisarmonica, tromba, tin whistle, saz, cornamusa, dobro), Craig Dreyer (sax tenore, flauto), Jay Boy Adams (chitarra elettrica slide), Juan Josè Alba (voce, chitarra acustica), Jon Graboff (pedal steel, mandolino, lap steel, chitarra elettrica), Myrrhine Faller (cori) e Ronnie Johnson (basso). La scelta dei titoli è vincente. Dodici canzoni che per i fans della Gang sono veri propri inni i cui testi, i più, conoscono a memoria, tutte firmante a quattro mani da Marino e Sandro, ad eccezione di Johnny lo zingaro e Sesto San Giovanni, dove si aggiunge Massimo Bubola. Qualche esempio? Per rendere l’idea è sufficiente citarne cinque, Fino alla fine, Comandante, Sesto San Giovanni, Bandito senza tempo e La pianura dei sette fratelli. Il merito di Jono Manson è quello di creare un nuovo “abito sonoro”, a canzoni che nascevano di per sé stesse, perfette, senza snaturarle, senza farle suonare troppo “americane”, ma arricchendole di sonorità ora folk, ora roots, ora rock, curandone con cura gli arrangiamenti, ed interventi, solo all’apparenza minimali di strumenti come pianoforte, chitarre slide, mandolino, pedal e lap steel…) riuscendo a mantenere i testi, fondamentali per contenuti, come fulcro dei brani. Fra Silenzi e Spari è un album imperdibile, un regalo di Marino e Sandro ai propri fans, in attesa che altre dodici canzoni vengano finalmente “liberate”.

Stefano Tognoni

 

Tracce

 

Fino alla fine

Comandante

Vorrei

Fuori dal controllo

Johnny lo zingaro

Sesto San Giovanni

Non è di maggio

Bandito senza tempo

Oltre

Il bandito Trovarelli

La pianura dei sette fratelli

Se mi guardi, vedi

 

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