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Recensioni

Dalle canzoni al prog, analisi ed evoluzione

26 aprile 2021 by Michele Manzotti in Libri, Recensioni

 

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La musica nei suoi linguaggi popolari è protagonista di due pubblicazioni della casa editrice Lim di Lucca. La prima riguarda la forma canzone in un decennio importante della storia italiana e non solo musicale. L’altra è invece dedicata a un genere che nel nostro paese ha avuto grande fortuna, sempre negli stessi anni trattati dal primo dei due libri. In mezzo c’è la cronaca e la storia di un periodo esaltante e difficile al tempo stesso, dove l’esperienza musicale ha un ruolo fondamentale. Il volume di Carlo Bianchi, Canzoni italiane 1968-1978 Storia e antropologia (pagine 148, 18 euro) divide la sua indagine in quattro tematiche, meglio dialettiche dedicate a cristianesimo, città, long playing e violenza. Ambiti apparentemente distinti ma tutti perfettamente funzionali l’uno all’altro per l’evoluzione della forma canzone. Il primo potrebbe sembrare anche forzato, ma le pagine di Bianchi mostrano quanto l’eredità di un paese cattolico sia stata influente sui brani di alcuni autori (citiamo La buona novella di Fabrizio De André). Così come la violenza caratterizzò non solo il linguaggio della musica popolare, ma anche la sua fruizione (per alcuni anni, le formazioni rock estere si rifiutarono di venire in Italia).

E a proposito di rock Mattia Merlini, in Le ceneri del Prog (pagine 288, 20 euro) racconta quanto il progressive abbia a suo modo continuato a essere praticato dopo la spinta propulsiva dei Settanta. Merlini ha il merito di andare anche dentro le caratteristiche del genere, permettendo di andare così oltre gli equivoci su eventuali appartenenze allo stesso di gruppi più o meno celebrati. Un’indagine piena di sorprese.

Michele Manzotti

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